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Le acciughe fanno il pallone

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E’ il titolo di una canzone di Fabrizio de Andrè che fa parte dell’album Anime Salve e che il cantautore scrisse nel 1996 assieme a Ivano Fossati genovese come lui.

Il testo parla di leggende e cronache popolari di Genova, parla della vita dei pescatori. Oltretutto la leggenda delle acciughe è una storia che a Genova si tramandano da generazioni ed è leggermente diversa da quella ufficiale diffusa soprattutto nel sud Italia. All’inizio le acciughe erano stelle che furono gettate nel mare dalla luna invidiosa della loro luce. Ecco il motivo per cui tornano in superficie attirate dal miraggio artificiale delle lampare vorrebbero ricongiungersi al cielo ma finiscono nelle reti dei pescatori quindi, in un certo senso, i pescatori di acciughe sono pescatori di stelle.
Le acciughe vengono pescate di notte quando non c’è luna piena, nel buio infatti vengono attirate dalla forte luce delle lampare poste sulle barche che stazionano in mezzo al mare; non appena vengono attirate sotto la barca vengono accerchiate con la rete e pescate. Solitamente le acciughe scappano in branchi …ma scappano da chi?
Si raccolgono in vortici che somigliano a enormi palloni perchè sono cacciate dall’Alalunga (Tunnus Alalunga) ed è in questo momento che il pescatore deve essere velocissimo a gettare le reti prima che l’Alalunga si divori i pesci e non resti più nulla.
Nella canzone di De Andrè i significati sono due il primo grande tema è quello del carpe diem, ma non è secondario neppure il gesto collettivo di protezione che le acciughe fanno per fuggire al tonno che le vuole mangiare.
Emerge dunque il triste destino delle acciughe che, per sottrarsi alla morte per mano dell'alalunga creano le condizioni per un secondo destino, altrettanto triste, che è morire per mano del pescatore.
Le acciughe fanno il pallone può forse poi far riferimento a una seconda leggenda, che proviene dal panorama delle fiabe popolari russe: Il pesciolino d'oro di Pushkin.